Ci permettiamo di riportare sul nostro sito un interessante articolo pubblicato da IL TIRRENO - Pistoia relativo alle iniziative che le forze di opposizione in Consiglio Comunale, insieme alle maggiori organizzazioni dell'Associazionismo locale, promuoveranno sul territorio per coinvolgere la Cittadinanza nella discussione riguardante lo STATUTO COMUNALE. Il sindaco e l'attuale maggioranza stanno tentando di far approvare un po' "alla chetichella" il nuovo testo del documento che regola le basi della vita democratica dell'Ente locale introducendovi anche modifiche di grande importanza (anche sotto l'aspetto della ricaduta economica sulle finanze del Comune e quindi sulle tasche dei montalesi) senza un'adeguata conoscenza e discussione da parte dei Cittadini. Invitiamo gli iscritti e tutti i Cittadini a partecipare e a esprimersi numerosi per vanificare, nel metodo e nel merito, l'ennesimo tentativo di stravolgimento delle regole basilari della democrazia da parte di questa "destra autoritaria in doppiopetto".
RACCOLTA DI FIRME CONTRO LA
BOZZA DI STATUTO COMUNALE
MONTALE. Contro la bozza dello statuto comunale scende in campo l'opposizione intera. Non solo i gruppi consiliari: stavolta le critiche uniscono una gran fetta della scena politica montalese. Una tale unione non la si vedeva da anni.
Pd, Federazione della sinistra, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei valori, Montale progetto comune, Centrosinistra per Montale, Arci e Anpi: la realtà istituzionale incontra quella prettamente politica. Si esce quindi dalla sala del consiglio per portare la discussione sotto gli occhi dell'opinione pubblica. «E' necessario coinvolgere partiti e associazioni che facciano da cassa di risonanza alla questione - spiega la capogruppo di minoranza Valentina Meoni - Lo statuto è la "costituzione" del nostro Comune e non possiamo ritrovarci davanti a un testo che non è stato neppure discusso». Col deposito dello scorso martedì ci sono trenta giorni per formulare le proprie osservazioni sulla bozza. L'aspetto temporale è uno dei punti più fortemente criticati dalle forze coinvolte nella protesta. «Ci siamo mossi - spiega Alessandro Galardini, presidente di Montale progetto comune - per contrastare una strategia squallida: si sa che agosto non è certo il periodo propizio per esaminare uno statuto». Dopo la riunione di giovedì prossimo, partiranno le prime iniziative. «Faremo del volantinaggio porta a porta - spiega Emiliano Fregnan (Sel) - per informare i cittadini, per renderli consapevoli di un documento su cui non c'è stato confronto. Inoltre ci impegneremo in una raccolta firme contro la bozza». Una petizione quindi per esprimere il proprio dissenso sia verso le modalità che hanno portato al testo finale sia verso i suoi contenuti. Partiti, associazioni e gruppi consiliari denunciano le molte mancanze su temi fondamentali come la tutela della persona e della famiglia. Scontro acceso poi sulle due figure introdotte dallo statuto: l'assessore esterno e il presidente del consiglio. «Tutto questo - dichiara Marianna Menicacci, Pd - è in controtendenza rispetto al contesto attuale, dove la stessa manovra finanziaria impone tagli su tagli». Per le forze di sinistra e di centrosinistra si tratterebbe quindi di un inutile spreco di soldi. «In un'area piccola come la nostra - dice il capogruppo Nincheri (Montale progetto comune) - non ci sono mai stati problemi. Il sindaco va fatto a tempo pieno e fino ad ora ci sono riusciti sempre tutti».
Pd, Federazione della sinistra, Sinistra ecologia e libertà, Italia dei valori, Montale progetto comune, Centrosinistra per Montale, Arci e Anpi: la realtà istituzionale incontra quella prettamente politica. Si esce quindi dalla sala del consiglio per portare la discussione sotto gli occhi dell'opinione pubblica. «E' necessario coinvolgere partiti e associazioni che facciano da cassa di risonanza alla questione - spiega la capogruppo di minoranza Valentina Meoni - Lo statuto è la "costituzione" del nostro Comune e non possiamo ritrovarci davanti a un testo che non è stato neppure discusso». Col deposito dello scorso martedì ci sono trenta giorni per formulare le proprie osservazioni sulla bozza. L'aspetto temporale è uno dei punti più fortemente criticati dalle forze coinvolte nella protesta. «Ci siamo mossi - spiega Alessandro Galardini, presidente di Montale progetto comune - per contrastare una strategia squallida: si sa che agosto non è certo il periodo propizio per esaminare uno statuto». Dopo la riunione di giovedì prossimo, partiranno le prime iniziative. «Faremo del volantinaggio porta a porta - spiega Emiliano Fregnan (Sel) - per informare i cittadini, per renderli consapevoli di un documento su cui non c'è stato confronto. Inoltre ci impegneremo in una raccolta firme contro la bozza». Una petizione quindi per esprimere il proprio dissenso sia verso le modalità che hanno portato al testo finale sia verso i suoi contenuti. Partiti, associazioni e gruppi consiliari denunciano le molte mancanze su temi fondamentali come la tutela della persona e della famiglia. Scontro acceso poi sulle due figure introdotte dallo statuto: l'assessore esterno e il presidente del consiglio. «Tutto questo - dichiara Marianna Menicacci, Pd - è in controtendenza rispetto al contesto attuale, dove la stessa manovra finanziaria impone tagli su tagli». Per le forze di sinistra e di centrosinistra si tratterebbe quindi di un inutile spreco di soldi. «In un'area piccola come la nostra - dice il capogruppo Nincheri (Montale progetto comune) - non ci sono mai stati problemi. Il sindaco va fatto a tempo pieno e fino ad ora ci sono riusciti sempre tutti».









Dove sono gli atti del “cambiamento”? 







